Tempo di feste e di chiacchiere

chiacchiereIl Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima concludendosi il giorno di martedì grasso. Il nome deriva dal latino medievale “carnem levare”, cioè eliminare la carne dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiarla durante i quaranta giorni di quaresima. Il Carnevale rappresenta da sempre un’occasione di festa e di divertimento, accompagnato da sfilate allegoriche, musica e balli. Ma il Carnevale è anche sinonimo di dolci. Ma quali dolci? Ricoperti di zucchero a velo, friabili e croccanti. Stiamo parlando delle chiacchiere, un tripudio di frittura che dilaga le nostre case, bar e pasticcerie.

Questo dolce tipico, che cambia nome in base alle regioni (sfrappole, cenci, frappe, galani, bugie), durante il carnevale e non solo, chiude i nostri pranzi e le nostre feste regalandoci spensieratezza e tanto gusto. Complice un clima di allegria e serenità , durante queste occasioni conviviali condivise con parenti e amici, quasi senza accorgersene, si finisce sempre per mangiarne qualcuna in più. Attenzione però, l’idea di leggerezza che visivamente traspare è solo un inganno. Infatti, seppur con qualche variazione da regione a regione, gli ingredienti must per preparare questi gustosissimi dolci restano sempre gli stessi: burro o strutto per l’impasto e olio di semi per la cottura, rendendole una pietanza particolarmente grassa e calorica che ci regala circa 500 Kcal per 100 grammi di prodotto consumato. Considerando che una chiacchiera pesa circa 20-30 grammi, non abusate altrimenti le calorie vanno vertiginosamente su e a rimetterci sarà la vostra linea ma soprattutto la vostra salute. Ma le chiacchiere devono essere per forza fritte? Niente affatto. Cucinarle al forno ci darà un risultato altrettanto gustoso con il 50 % di grassi in meno (circa 200 kcal). Almeno cosi terrete a bada i vostri sensi di colpa per una dieta sana ed equilibrata appena iniziata e il vostro peccato di gola sarà più leggero.

Oscar Wilde diceva «l’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi». Chissà se è sempre vero. Chi vincerà la battaglia contro la tentazione e chi invece cederà? A voi la decisione ma ricordatevi che a tavola bisogna sempre aggiungere un posto in più: è la salute che bussa alla vostra porta.