Patatine e paninoNutrirsi in salute

La scorsa settimana abbiamo parlato dei grassi del sangue, dei fattori che concorrono a determinarne il loro valore ematico e del rischio cardiovascolare. I consigli a livello dietetico nell’ambito della prevenzione sono numerosi ma tutti sono riconducibili ad un unico principio: limitare l’assunzione dei grassi. I grassi devono rappresentare il 30% delle calorie totali fornite dalla dieta. Ma quali bisogna ridurre? Che i grassi non siano tutti uguali lo sappiamo da tempo.

Limitare il consumo di grassi saturi perché particolarmente dannosi non superando il 10% delle calorie totali assunte dalla dieta. Sostituire i grassi saturi con grassi monoinsaturi contenuti ad esempio nell’olio extravergine d’oliva o polinsaturi presenti invece nella frutta a guscio può essere utile per ridurre il colesterolo LDL.

Evitare il consumo di grassi trans. Sono quelli che si formano con l’aggiunta di idrogeno all’olio vegetale (grassi idrogenati). Ne sono particolarmente ricchi gli alimenti confezionati come snack, merendine e prodotti da forno.

Limitare l’assunzione di colesterolo alimentare presente principalmente negli alimenti di origine animale. Le attuali raccomandazioni prevedono l’assunzione di meno di 300 mg al giorno che possono scendere a 200 mg in caso di patologia cardiovascolare.

Aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibre come frutta, verdura, cereali integrali e legumi e ridurre l’assunzione di sodio presente principalmente negli alimenti preconfezionati.

Tenere sotto controllo l’assunzione calorica e il proprio peso corporeo . sovrappeso e obesità aumentano il rischio di ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, iperglicemia e ipertensione, tutti fattori che aumentano i rischi cardiovascolari.

Cambiare le proprie abitudini alimentari è sempre difficile e richiede impegno ed organizzazione. Procedere con gradualità ponendosi degli obiettivi facilmente raggiungibili è una buona strategia.